~125 km
Giornata intera
Natura · Mare
A pochi chilometri da Agrigento, dove la costa incontra le colline di marna candida, il vento e le onde hanno scolpito in milioni di anni una gradinata naturale che sembra disegnata a mano. È la Scala dei Turchi, una delle immagini più riconoscibili della Sicilia, e merita una giornata tutta sua.
1. Partenza da Piazza Armerina
Si segue la SS117bis fino all'A19, poi l'A19 in direzione Palermo fino a Caltanissetta, quindi la SS640 verso la costa agrigentina. Circa 125 km di strada comoda. Si consiglia la partenza al mattino per godersi con calma sia il viaggio che la visita.
2. Realmonte: il borgo della “montagna del re”
Si arriva a Realmonte, piccolo comune che deve il proprio nome al latino Mons Regalis, “montagna del re”. Da qui si raggiungono facilmente i punti di accesso alla scogliera, segnalati e ben organizzati per i visitatori nei mesi estivi.
3. La Scala dei Turchi
Ed ecco la protagonista: una scogliera di marna bianca, levigata da millenni di vento e mare in una sequenza di gradoni morbidi e ondulati. Il colore candido della roccia, le forme arrotondate e il contrasto con l'azzurro del mare ne fanno uno dei paesaggi naturali più fotografati di tutta la Sicilia, teatro anche di numerose produzioni cinematografiche.
4. Salita ai gradoni e vista su Capo Russello
Dalla sommità della scogliera lo sguardo corre lungo tutta la costa agrigentina, fino a Capo Russello. È il punto panoramico più suggestivo dell'intera escursione, perfetto per qualche scatto e per godersi il paesaggio senza fretta.
5. Tempo libero in spiaggia
Ai piedi della scogliera si estendono piccole spiagge dove fermarsi per un bagno o per godersi il tramonto. Il riparo naturale offerto dalla parete a gradoni rende questo tratto di costa particolarmente tranquillo anche nelle giornate di vento.
6. Rientro a Piazza Armerina
Si rientra seguendo lo stesso percorso, con calma, magari fermandosi per cena lungo la costa agrigentina o direttamente al rientro a Piazza Armerina.
Lo Sapevi?
Il nome “Scala dei Turchi” non ha origini turche, ma deriva dai pirati saraceni che nel Cinquecento le popolazioni locali chiamavano impropriamente “Turchi”. La conformazione a gradoni, riparata dal vento e poco visibile dall'entroterra, offriva un approdo perfetto per le loro incursioni lungo la costa.
Consigli pratici
La roccia di marna è friabile e soggetta a erosione: si raccomanda sempre la massima prudenza nella risalita dei gradoni, specialmente con bambini. Nei mesi estivi l'accesso può essere regolamentato con orari e percorsi prestabiliti per motivi di sicurezza e tutela ambientale: verificate sempre sul posto prima della visita. Il momento migliore per le foto è il tardo pomeriggio, quando la luce calda esalta il bianco della roccia. Chi vuole ottimizzare il viaggio può valutare di abbinare la visita alla Valle dei Templi di Agrigento, distante pochi minuti.